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Lot 692 - CONSOLE E SPECCHIERA IN LEGNO INTAGLIATO E DORATO,

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GENOVA, FINE DEL XVIII SECOLO impianto rettilineo interamente ornato e percorso tra fitti tralci vegetali e naturalistici, con girali, fiori, rosette e perline, il tavolo con schienale a specchio e zoccolo in legno marmorizzato, fascia frontale tripartita, gambe tornite rastremate riunite da crociera ad archi sormontata al centro da vaso, l'alzata con grande pannello superiore, nei montanti laterali due porta lumi a tre fiamme ciascuno su bracci mossi e bobeches a fiore, piano impiallacciato in marmi diversi- usure, alcune cadute e mancanze nella doratura e nei fregi, i portalumi elettrificati, rottura nello specchio dello schienale della console, restauri, alcune sbeccature nel marmo
La console, alt. cm 100, larg. cm 138, prof. cm 71
La specchiera, alt. cm 287, larg. cm 148
A GILT AND CARVED WOOD CONSOLE TABLE AND MIRROR, GENOA, LATE 18TH CENTURY- WEAR, SOME LOSSES, MIRROR BROKEN AND THE BACK OF THE TABLE, CANDLESTICK ELECTRIFIED (2)
Provenienza:
Genova, vendita Rubinacci, 22 maggio 2008, lot. 324
Genova, collezione duca Gian Nicolƒ De Ferrari

Bibliografia:
G. Morazzoni, 'Il mobile genovese', Milano 1949, pag. 33, tav. CIX, nota e fig. 279

La ricca ma equilibrata ricercatezza dei particolari fanno di questo raffinato insieme uno degli arredi d'intaglio neoclassici pi fastosi ed eleganti nel panorama delle arti decorative europee, e probabilmente uno dei maggiori risultati dell'ebanisteria genovese. Esempio emblematico della adesione degli interni genovesi al gusto del tempo (certo influenzata anche dal gusto della vicina Corte torinese, si guardi in G. Romano, 'Roma Torino Parigi 1770-1830', Torino 1993, pag. 24), questi arredi sono di un neoclassicismo fastoso ed elegante (oltre che di un livello qualitativo molto alto) che poi restera' cifra del gusto genovese a lungo (si guardi tra gli altri agli ambienti del Palazzo Balbi-Durazzo-Reale con interventi tra lo scorcio del diciottesimo secolo e la piena Restaurazione- L. Leoncini, 'Museo di Palazzo Reale di Genova', Milano 2012, 3 voll., ad vocem). Di grande apparato, l'insieme qui illustrato si impose subito alla attenzione degli studiosi, come dimostra la minuziosa descrizione stesa da Giuseppe Morazzoni nel suo volume sul mobile genovese del 1949: 'Gambe affusolate, con piede appuntito, rivestite da lunghe foglie d'acanto, troncate al ginocchio da dado a spigolo smussato, arricchito da rosette. Esile coscia terminata da dado entro il quale si innesta la fascia, divisa in tre comparti, dei quali il centrale alquanto pi largo dei laterali. Sugli specchi della fascia a basso rilievo, corona d'alloro e racemi: ricchi festoni a fogliame e fiori pendono dalla fascia stessa, profilata da fili di perle e fogliette d?alloro. L'alta specchiera  contenuta entro montanti a fascia, racchiudenti ricco candelabro ad anfore, vasetti e ramoscelli fioriti e sorreggenti un largo cappello con pilastrini scanalati fiancheggianti una zona centrale sulla quale si sviluppa il motivo del racemo a foglie d'acanto e volute. Verso il piede le gambe sono rinforzate da tre traverse, delle quali le laterali ad arco, dritta la centrale, che nel mezzo si allarga per sostenere un'anfora a doviziosa decorazione di baccelli, fogliame, piccole gualdrappe. Le traverse profilate da perline. A meta' del candelabro, si staccano tre bracci infilati entro foglia d?acanto. Piano in marmo antico'.

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