Créez un compte Premium et accédez aux résultats des ventes de plus d'un mois, avec leurs descriptifs et leurs photos !

Voir les offres Premium
Ma sélection

Lot 38 - Crucifix, School of Palekh, 19th century

Adjudication sur abonnement

> Voir les offres Premium

Crucifix
(Russia, early 19th century)

School of Palekh
Egg yolk tempera on wood
35,8 x 18,8 cm

Full English description on request

L’icona in esame si segnala, in primo luogo, per la sua essenzialità non disgiunta da una evidente, ed equilibrata, eleganza.
Caratteristiche che, come si è detto, permettono di ricondurla, con scarso margine di errore, a una committenza ecclesiastica: il Crocifisso, custodito dal sacerdote, scandiva il tempo della Divina liturgia, fino al bacio finale da parte dei fedeli, e quello della vita comunitaria, con la preghiera presso le famiglie, gli ammalati, gli anziani e coloro che, in generale, erano nell’impossibilità di raggiungere la chiesa.

Com’è nella tradizione bizantina, Cristo è raffigurato nella compostezza del “Re di Gloria”: la testa è inclinata verso la sua destra, i folti capelli scendono sulla spalla sinistra il corpo appare leggermente incurvato e le braccia sono distese come se, anche nel momento della suprema sofferenza della morte inflitta dagli uomini, non dovessero sopportare un peso, ma abbracciare tutte le dimensioni del tempo e dello spazio.
Dalle sue mani e dai piedi esce un piccolo rivolo di sangue, mentre ai lati della croce si trovano gli strumenti della tortura, come la lancia e il lungo bastone con una spugna imbevuta di aceto che serviva a risvegliare chi sveniva per le torture subite.

La Croce è piantata sul monte Golgota, che vuol dire “luogo del Cranio”: qui, infatti, si intravvede il teschio che la tradizione riconduce ad Adamo, primo uomo sepolto proprio nel luogo in cui si sarebbe compiuto il sacrificio redentivo.
Le ossa appaiono riposte in una grotta oscura e sono lavate dal sangue che cola dalle ferite del crocifisso.
L’interpretazione dei Padri della Chiesa esplicita la valenza simbolica della Croce come Albero piantato nel Paradiso che unisce Cielo, Terra e Inferi per dare i frutti di vita contrapposto all’Albero che diede, con la mela, frutti di morte ai progenitori.
Sullo sfondo, nell’ambito circoscritto del predellino inclinato, si intravvedono le mura di Gerusalemme: il richiamo è alla Scrittura che vuole Cristo messo in Croce fuori dalla cinta che circondava la città, ben descritte con pochi colori, il rosso e il bianco.
Nella parte alta della rappresentazione, fra le stilizzazioni del sole e della luna, in un cirro di nubi che evocano i cosiddetti “cieli aperti”, ecco il Dio di Sabaoth con vesti bianche, il nimbo con la stella ad otto punte, formata da due rombi sovrapposti, uno di color rosso e uno blu, in una mandorla dorata affacciarsi con la mano destra benedicente, mentre con la sinistra regge il globo terrestre.

Questo particolare, unito alla scritta “Inri” in slavonico sopra il nimbo crucifero di Gesù, permette di attribuire l’opera a una raffinata bottega della comunità dei Vecchi credenti.

La grande attenzione ai particolari, la qualità espressa dal maestro iconografo, la raffinata tecnica con la quale si sono voluti evidenziare tutti gli aspetti compositivi dell’icona, collocano l’icona esaminata in una delle più celebri Scuole Iconografiche di Russia, qualle di Palek.

Descrizione completa

Starting bid :
1800

Demander plus d'information

Thème : Art religieux Ajouter ce thème à mes alertes