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Lot 33 - St Nicholas with Scenes from his Life, North Russia

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St Nicholas with Scenes from his Life
(Russia, early 19th century)

North School
Egg yolk tempera on wood
44,5 x 38 cm

Full English description on request

Come accade nell'icona in esame - di pregevole fattura soprattutto se si osservano la peculiare lavorazione delle varie scene, oltre alla figura principale con la stola crucifera, segno della dignità episcopale, in un elegante colorazione verde e un decoro geometrico delle vesti di notevole gusto estetico - nella fisionomia del Santo si ravvisano i tratti propri del vescovo che, nel suo amore a Cristo, si fa “molto somigliante” all’immagine che Dio ha di lui.
E’ proprio a partire dalla fiamma della carità; in nome di Gesù che nasce l’altra virtù; per cui l’Oriente venera san Nicola, e cioè lo zelo nella difesa della vera fede.
Il soggetto iconografico in esame, con le raffigurazioni della Vergine e di Cristo, tutti e due a figura intera, i quali porgono a Nicola il Vangelo e l’omophorion segno della dignità episcopale, pone l'accento proprio su questo aspetto precipuo.

Il canone ricorda infatti il miracolo di Nicea (325) quando Nicola, imprigionato per aver schiaffeggiato l’eretico Ario, ricevette in carcere l’apparizione celeste che gli restituiva, appunto, i paramenti di vescovo di cui l'imperatore lo aveva privato.
Interessante, nella scelta degli stilemi iconografici, anche l'impostazione del volto di Nicola: la barba ricca e fluente, segno di saggezza e bontà, la fronte alta, simbolo di sapienza, e la piccola bocca, rimando al saggio silenzio della preghiera, che pure non impedisce all'espressività dell'insieme di apparire atteggiata al sorriso.

I colori utilizzati per le varie scene sono caldi e ben amalgamati nella composizione, i molteplici particolari sono ben descritti.I bordi che delimitano l’icona centrale, sono con decoro a foglie e fiori stilizzati, mentre sul bordo di colore marrone sono presenti anche le scritte inerenti le varie scene.

Opera in ottimo stato di conservazione, rara, più che per il canone diffusissimo, per le peculiarità evidenziate. I miracoli ascritti a San Nicola sono molteplici, vicino soprattutto ai ragazzi e ai naviganti, è il santo anche dei farmacisti, scolari e mercanti.
San Nicola è uno dei santi più venerati ed amati al mondo.
Egli è certamente una delle figure più grandi nel campo dell’agiografia. Tra il X e il XIII secolo non è facile trovare santi che possano reggere il confronto con lui quanto a universalità e vivacità di culto.
Ogni popolo lo ha fatto proprio, vedendolo sotto una luce diversa, pur conservandogli le caratteristiche fondamentali, prima fra tutte quella di difensore dei deboli e di coloro che subiscono ingiustizie.
Egli è anche il protettore delle fanciulle che si avviano al matrimonio e dei marinai, mentre l’ancor più celebre suo patrocinio sui bambini è noto soprattutto in Occidente.

Fra le scene si riconoscono, dall’alto in basso e da sinistra a destra:
Nascita del Santo avvenuta nell’anno 280.

Il Battesimo di San Nicola dove già iniziano i primi miracoli, rimanendo Lui, bambino, in piedi nel fonte battesimale.

Liberazione del figlio di Agrico dai saraceni.

San Nicola vuole l’alfabetizzazione dei bambini.

Consacrazione a diacono.

Consacrazione a vescovo.




Il miracolo delle tra fanciulle nel quale appare alla finestra nell’atto di lasciare un sacchetto di monete affinchè le tre sorelle non fossero costrette dal padre, caduto in disgrazia, ad una iniziazione di meretrici, con quel sacchetto di denari, il padre fece sposare la figlia più grande, vedendo che il denaro era stato speso nella maniera giusta, regalò altri due sacchetti pieni di monete, in momenti diversi, per far sposare anche le altre due figlie.

Il tappeto. Un uomo devoto di Costantinopoli è caduto in povertà. Non avendo più soldi si accorda con la moglie a vendere l’ultima cosa che resta di loro proprietà, un tappeto, e così poter preparare la festa di San Nicola. Andando al mercato incontro un vecchio che glielo compra per 6 monete, e che però subito lo riporta alla moglie di lui. Questa pensa che il marito non l’ha più venduto, e al suo ritorno lo rimprovera. Ma il marito le mostra il denaro datogli dal vecchio e allora tutti e due capiscono che il vecchio era San Nicola. Fanno perciò avvertire il patriarca, e con tutto il clero festeggiano il miracolo.
Demetrio. “Ai nostri tempi”, racconta lo Pseudo-Metodio, un tale Demetrio navigava da Costantinopoli in Tracia per andare al villaggio di Atyr a celebrare la festa di San Nicola. Una tempesta lo fece cadere in mare e mentre veniva inghiottito dalle onde fece in tempo a dire: “San Nicola aiutami!”. Si sentì sollevare in aria e si ritrovò a casa sua (ma egli non lo sapeva e continuava a gridare “San Nicola aiutami!”). I vicini lo sentirono e andarono ad aprire. Sorpresi, poiché il giorno prima lo avevano visto partire, lo tempestarono di domande. Ma poi vedendo che tutti i suoi vestiti erano bagnati compresero il grande miracolo.

Il giovane Basilio era figlio di un contadino molto devoto di S. Ni¬cola e la sera del cinque dicembre si recò in chiesa per i vespri che si celebravano in onore del Santo. Durante la preghiera, ecco irrompere una folta schiera di Saraceni che selvaggiamente si diedero ad uccidere don¬ne, vecchi e bambini.

Le fanciulle e i giovani vennero invece legati e portati via con loro.

Trascorse così un anno, il ragazzo rattristato fu notato dal sovrano che gli disse che era meglio non nutrire inutili e vane speranze: Tanto nessuno ti può aiutare, disse, nemmeno quel Nicola che tu onori e che i tuoi ge¬nitori stanno festeggiando. Non aveva finito di pronunciare l'ultima parola, che un vento si levò diventando sempre più impetuoso. Ad un tratto il giovane scomparve alla vista dei Saraceni che stavano banchettando.

In quell'istante i cani nel giardino del padre di Basilio cominciaro¬no ad abbaiare. Pensando all'arrivo di altri ospiti, i genitori che nel frattempo stavano festeggiando il giorno del santo, uscirono e videro un giovane.

Non lo riconobbero, ma in onore di S. Nicola lo accompagnarono dentro per dargli ospi¬talità, ed entrati in casa, ad un bagliore più vivido di luce, lo riconobbero e lo abbracciarono.

Morte del Santo avvenuta il 6 dicembre 343.

Nel 1034 Mira fu occupata dai saraceni e i cittadini di Bari trafugarono le reliquie del santo, che erano ancora in custodia di greci cristiani sotto il dominio musulmano.
Ciò avvenne nel 1087: una grande basilica venne successivamente edificata nella città per accogliere le reliquie del Santo.

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