Lot 174
FRANCESCO DELLA QUESTA
(Napoli, 1639 - 1723)
LUCA GIORDANO
(Napoli, 1634 - 1705)
Natura morta con frutti, papere, pappagallo, cane e bambino con una conchiglia
Firmato in basso a sinistra
Olio su tela, cm 180X230
Provenienza:
Italia, collezione privata
Considerato dalla critica uno dei più convincenti eredi di Giovanni Battista Ruoppolo (Napoli 1629 - 1693), Francesco Della Questa segnò l'evoluzione della natura morta napoletana in chiave post naturalistica e settecentesca. Fu Bernardo De Dominici a sottolineare il talento dell'artista: 'che imitò assai bene dal naturale, fece eccellentemente le verdume, laonde veniva in tal genere molto lodato; perciocché avendovi fatto studio particolare, aveva in quella parte superato il maestro, e però cresciuta la sua fama, fu impiegato da vari nobili, che vollero adornare le stanze con sue pitture, essendo in quel tempo gran dilettanti di pittura, grandi amatori delle belle arti. Per la qual cosa egli fu molto impiegato e molto frutto trasse'. Da parte nostra, non possiamo che condividere questo giudizio, osservando che le stesure e le composizioni di Francesco sono caratterizzate da impasti vibranti di considerevole armonia, tanto da essere paragonati agli esiti di Andrea Belvedere e di Abraham Brueghel (Anversa, 1631 - Napoli, 1697). Lo stile appariscente lo pone altresì prossimo ad Aniello Ascione (documentato a Napoli tra il 1680 e il 1708), per l'accattivante sensibilità barocca desunta dal Luca Giordano che, nel nostro caso, interviene dipingendo il brano di figura. Pertanto, la tela in esame rappresenta una significativa aggiunta al catalogo del pittore e un documento inerente alla collaborazione tra i due maestri. A questo proposito, non si deve tralasciare che per tenore illustrativo i quadri più spettacolari di Della Questa furono realizzati nel 1684 con la regia di Luca Giordano per il viceré marchese de Carpio in onore alla festa del Corpus domini. Si trattava di un ciclo di tele dipinte dai maggiori specialisti di natura morta: Giuseppe Recco, Abraham Brueghel, Giovan Battista Ruoppolo e per l'appunto Francesco Della Questa, la cui fama era da tutti acclarata. E sempre il De Dominici testimonia che: 'I pesci e le cose dolci con fiori furono dipinti dal Cav. Giuseppe Recco, le frutta e fiori dall'eccellente pittor Fiammingo Abram Brueghel e da Gio. Battista Ruoppoli, famoso in tal genere, e nelli stovigli di rame- i frutti di mare e l'erbe ortensi da Francesco della Questa, mentre gli animali e le figure si devono a Luca Giordano: onde fu allora più bella la mostra che fecero questi quadri, che medesimi 4 altari, che sogliono essere famosi in quella giornata per la magnificenza e per la copia meravigliosa di argenti'. Di conseguenza, sorge spontaneo supporre che le tele in esame siano state partecipi della serie sopracitata o che ben ne rappresentino un'analogia visto il loro carattere monumentale.
Si ringrazia Nicola Spinosa per l'attribuzione a Luca Giordano del brano di figura.
Bibliografia di riferimento:
B. De Dominici, Vite de pittori, scultori ed architetti napoletani 1742-1745 (ristampa anastatica del 1979), pp. 300-301
G. De Logu, La natura morta italiana, Bergamo 1962, pp. 149-196
L. Salerno, La natura morta italiana 1560-1805, Roma 1984, pp. 225-227
F. Bologna, Paesaggi e nature morte dall'Italia e dall'Europa del Nord tra XVI e XVIII secolo, Roma 1985, pp. 102-103, n. 50
R. Middione, in Ritorno al Barocco, catalogo della mostra a cura di N. Spinosa. Napoli 2009, pp. 422-425
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