Lot 3007
Giovanni Martinelli (Montevarchi 1600 – 1659 Florenz)
BILDNIS EINER FRAU MIT BUCH – ALLEGORIE DER ERKENNTNIS. Um 1640
Öl auf Leinwand. 72,5 x 58 cm ( 28 ½ x 22 ⅞ in.).
Mit einem Gutachten von Hermann Voss, Berlin, vom 22. März 1929, als „ein echtes, charakteristisches Werk des Florentiners Seicentisten Giovanni Martinelli“ (im Original).–
[3001]
Provenienz: Privatsammlung, Riga / 1929 Sammlung Frieda Hinze, Berlin / Sammlung Elisabeth Rohde, Berlin
Quelle Sammlung Rohde-Hinze: Quittung Herrn Olin, Riga, 27. März 1929, 1.000 RM / Bilderbestandsliste (1950) Nr. 87 (1928), als „Italiener, Martinelli“, Vorbesitzer (Hermann ?) „Voss“, 800 RM
Ausstellung: Hermann Voss (Hrsg.): Italienische Malerei des 17. und 18. Jahrhunderts, Ausst.-Kat., Wiesbaden, 1935, Kat.-Nr. 133 (im Bildband abgebildet)
Bereits Hermann Voss schreibt das Gemälde in seinem Gutachten vom 22. März 1929 dem Seicento-Künstler Giovanni Martinelli zu, der in erster Linie als herausragender Meister kleinformatiger, ikonographisch aufgeladener Gemälde mit moralischer Botschaft, oft verkörpert durch sinnliche weibliche Halbfiguren mit symbolischen Gegenständen, in Erscheinung tritt.
Das vorliegende Gemälde zeigt ein junges Mädchen in gelbem Kleid, ein durchsichtiger Schleier läßt eine Schulter sowie Teile der Brust erkennen. In der Hand hält sie ein geschlossenes Buch, und obwohl sie dem Betrachter zugewendet ist, geht ihr Blick über die Bildgrenze hinaus. Das von links einfallende Licht betont jedes kleinste Detail, wie die Halskette, und ist wohl den Rom-Aufenthalten des jungen Künstlers geschuldet, der damit Aspekte des caravaggesken Naturalismus zurück nach Florenz brachte. Die brillante Farbgebung, die reichen Material-effekte und das geradezu blühende Frauenbild lassen hingegen den Einfluß von Artemisia Gentileschi und Simon Vouet erkennen.
Obwohl die Bedeutung des Bildes nicht eindeutig ist, läßt es sich wohl einer Gruppe möglicher allegorischer Darstellungen des Wissens oder der Weisheit zurechnen (vgl. eines der vier Feroni-Bilder in den Uffizien oder die später entstandenen Werke in den Sammlungen Cavallini Sgarbi und Altomani in Pesaro). Möglicherweise weist die auf Herz oder Brust gerichtete rechte Hand auch auf die Liebe, aus der das Wissen entspringt bzw. auf die Fruchtbarkeit durch literarische Inspiration hin. Ein mögliches Pendant könnte zur Klärung der Bedeutung beitragen.
Der Naturalismus, der das Mädchen auszeichnet, könnte auch – trotz der Übersteinstimmung mit Martinellis stets wiederkehrenden Frauentypen – auf ein Portrait in allegorischem Gewand hindeuten. Trotz spärlicher Daten zum Leben des Künstlers kann das Gemälde wohl in seine erste Reifezeit um das Jahr 1640 datiert werden. Aufgrund der Wiedergabe des Lichts, des Naturalismus und der satten und strahlenden Farben läßt es sich nach den zwei Allegorien in der Collezione Zeri und der Allegorie der Malerei in den Uffizien – gegen Mitte der 1630er Jahre entstanden – einordnen.
Nadia Bastogi, Florenz
Das Bild war zusammen mit einem Bild Orbettos aus der Sammlung Rohde-Hinze in der ersten Ausstellung, die Voss als neuer Direktor des Nassauischen Kunstvereins in Wiesbaden als Große Frühlingsausstellung zeigte, zu sehen. Hier hing es mit prominenten Leihgaben aus den Dresdner und Münchner Sammlungen sowie einer Zahl bedeutender Werke aus Privatbesitz, zu denen Voss besten Kontakte pflegte. (SK)
Vergleichsliteratur: C. D’Afflitto: Giovanni Martinelli, in: Il Seicento Fiorentino, Ausst.-Kat. Florenz 1986, Bd. 3, S. 114-117 / S. Bellesi: I quadri allegorici; in: Giovanni Martinelli da Montevarchi pittore in Firenze, Florenz 2011, S. 48–75 / A. Baldinotti, B. Santi, R. Spinelli (Hrsg.): Giovanni Martinelli pittore di Montevarchi. Mastro del Seicento fiorentino, Ausst.-Kat., Florenz 2011, Kat.-Nr. 1.6-1.13, S. 104-124 (Nadia Bastogi)
Wir danken Nadia Bastogi, Florenz, für die Bestätigung der Authentizität anhand von Photographien.
Giovanni Martinelli (Montevarchi 1600 – 1659 Florence)
WOMAN WITH A BOOK (ALLEGORY OF KNOWLEDGE). Circa 1640
Oil on canvas. 72,5 x 58 cm ( 28 ½ x 22 ⅞ in.).
Accompanied by a certificate by Hermann Voss, Berlin, dated 22 March 1929, which describes the work as "ein echtes, charakteristisches Werk des Florentiners Seicentisten Giovanni Martinelli" (in the original).–
[3001]
Provenienz: Private collection, Riga / 1929 collection Frieda Hinze, Berlin / collection Elisabeth Rohde, Berlin.
Source, collection Rohde-Hinze: receipt of Herrn Olin, Riga, 27 March 1929, 1.000 RM / inventory list of pictures (1950) no. 87 (1928), as "Italiener, Martinelli“, previous owner (Hermann ?) "Voss“, 800 RM
Ausstellung: Hermann Voss (ed.): Italienische Malerei des 17. und 18. Jahrhunderts, exh. cat., Wiesbaden, 1935, cat. no. 133 (included in the volume of illustrations)
Il dipinto, già restituito al pittore Giovanni Martinelli da Hermann Voss (expertise del 22.3.1935), è un esempio qualitativamente alto del genere allegorico preferito da questo artista, riconosciuto fra i più interessanti interpreti del Seicento fiorentino. Egli si contraddistinse, infatti, per la produzione di quadri da stanza che mostrano originali interpretazioni iconografiche con significati morali, dedicati ad un colto collezionismo privato, e raffigurano spesso figure femminili a mezzo busto, emergenti dall’ombra del fondo e recanti oggetti simbolici, in un’atmosfera di seducente sensualità. Nella tela è ritratta una fanciulla posta di tre quarti e appoggiata a un piano, che tiene a sé un grosso libro chiuso. Ella indossa una veste che lascia scoperti una spalla e parte del seno, circondati da un velo trasparente, porta al collo una sottile collana e tra i capelli un nastro di raso azzurro. Pur essendo rivolta verso lo spettatore, il suo sguardo, connotato dai sereni occhi chiari, sfugge leggermente verso destra, fuori dal quadro, lasciando intuire ulteriori relazioni. Una luce direzionata, proveniente da sinistra, ne modella morbidamente le carni dorate di palpitante verità, con ricchezza di penombre luminose e mezzi toni, e annota le più piccole ombre portate, come quelle della collana o delle dita sulle pagine del libro. Ciò rivela le giovanili frequentazioni romane dell’artista, che riporta a Firenze aspetti del naturalismo caravaggesco, evidenti anche nella realistica caratterizzazione delle mani femminili e del volume di cartapecora. Nei toni brillanti di giallo, azzurro e rosa delle vesti, restituite con preziosi effetti materici, e nei bianchi luminosi della camicia, notiamo l’influenza di Artemisia Gentileschi e di Vouet, a cui Martinelli si ispira anche per la florida tipologia femminile. Tipica delle opere del fiorentino è l’atmosfera di raffinata e avvolgente sensualità, di intima seduzione, che unisce con sottile raffinatezza intellettuale il turbamento dei sensi e la restituzione del messaggio morale, coinvolgendo lo spettatore-committente e il pittore stesso. In questo caso, la presenza del solo libro senza specifiche connotazioni, rende difficile identificare con sicurezza il significato. La tela è, tuttavia, la prima di un gruppo di dipinti di analogo soggetto che la critica ha indicato come probabili interpretazioni della Allegoria della Conoscenza o della Saggezza, fra i quali una delle quattro tele Feroni degli Uffizi, e quelle più tarde di collezione Cavallini Sgarbi e Altomani di Pesaro. Nel nostro caso, l’indice della mano destra sembra indicare o la zona del cuore a simboleggiare l’amore da cui scaturisce la conoscenza o il seno, in riferimento alla fertilità dell’ispirazione letteraria. Forse, come in molti esempi analoghi, l’esistenza di uno o più pendant completava e chiariva il significato. Benché la fanciulla si identifichi con uno dei tipi femminili più ricorrenti nella pittura di Martinelli, il naturalismo con cui è qui resa la sua fisionomia, potrebbe far pensare anche ad un ritratto in vesti allegoriche.
Pur nella difficoltà a datare i dipinti di Martinelli, per l’assenza di una biografia antica e le poche date certe della sua opera, possiamo senz’altro collegare la nostra tela alla prima maturità dell’artista,verso il 1640. Per la limpida e puntuale qualità della luce, il naturalismo del modellato e i colori saturi e brillanti, essa è collocabile dopo le due Allegorie già in Collezione Zeri e l’Allegoria della Pittura degli Uffizi, databili verso la metà degli anni trenta, e prima che, verso la fine del quinto decennio, la sua pittura, influenzata dai fiorentini Furini e Ficherelli, si faccia più sfumata, dai toni più bassi e bruciati nelle ombre, e le tipologie delle figure divengano più convenzionali.
Nadia Bastogi
Related literature: C. D’Afflitto: Giovanni Martinelli, in: Il Seicento Fiorentino, exh. cat. Florence 1986, vol. 3, p. 114-117 / p. Bellesi: I quadri allegorici; in: Giovanni Martinelli da Montevarchi pittore in Firenze, Florence 2011, p. 48–75 / A. Baldinotti, B. Santi, R. Spinelli (eds.): Giovanni Martinelli pittore di Montevarchi. Mastro del Seicento fiorentino, exh. cat., Florence 2011, cat. no. 1.6-1.13, p. 104-124 (Nadia Bastogi). We would like to thank Nadia Bastogi, Florence, for confirming the authenticity from photographs.
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