Lot 869
(Madrid, circa 1590 - 1654/57) Giobbe visitato da Elifaz, Baldad e Sofar Olio su tela, cm 237X168 Provenienza: Napoli, collezione Postiglione (XIX secolo) Collezione privata Milano, collezione privata Bibliografia: G. Papi, Pedro Nuñez del Valle, in Le note del colore. Nuovi dipinti antichi, Galleria Silvano Lodi & Due, catalogo TEFAF Maastricht 2012, Napoli, 2012, pp. 30 - 77 G. Porzio, Pittori spagnoli nella Roma caravaggesca. Un bilancio, in Roma al tempo di Caravaggio 1600-1630, catalogo della mostra a cura di R. Vodret, II, Saggi, Milano 2012, pp. 393-405- p. 397 (citato) Il dipinto è stato riconosciuto a Pedro Nuñez Del Valle da Gianni Papi, che ne colloca l'esecuzione durante il periodo italiano dell'artista. Sono scarne le notizie biografiche inerenti agli anni giovanili del pittore, che Papi suppone in compagnia di Cecco del Caravaggio subito dopo al soggiorno napoletano con il Caravaggio, ma è indubbio che la tela in esame sia da considerarsi la testimonianza più importante per qualità e imponenza. A documentare il successo del Valle è inoltre la sua verosimile appartenenza all'Accademia di San Luca, attestata dall'epiteto di Academicus romanus che completa la firma posta sul più tardo retablo in San Lorenzo a Huesca del 1623. Le attinenze compositive e stilistiche prossime al Giaele e Sisara conservato alla National Gallery di Dublino, invece, possono fornire un adeguato supporto cronologico, anche se la datazione al 1630 appare oltre negli anni. Altresì sono evidenti nella nostra tela attinenze con le opere del napoletano Filippo Vitale, avvalorandone di conseguenza la precocità d'esecuzione e quindi da porsi al secondo decennio, quando il sodalizio umano e artistico con il Boneri conduce a esiti di straordinaria efficacia. Nel nostro caso sorprende la ieratica e monumentale conduzione narrativa, accentuata da una conduzione pittorica che ben evoca la modellazione formale di tradizione lombarda e savoldesca, anch'essa condotta a Roma dalle memorie d'origine di Cecco. A tal proposito basti osservare le mani e i volti dei protagonisti che appaiono scolpiti nel legno e desunti dal vero, mentre quanto mai classicheggiante è l'austera scenografia. Bibliografia di riferimento: G. Papi, Pedro Nuñez del Valle e Cecco del Caravaggio (e una postilla per Francesco Buoneri), in Arte Cristiana, 742, 1991, pp. 39-50 G. Papi, Pedro Nuñez del Valle in Roma al tempo di Caravaggio 1600-1630, catalogo della mostra a cura di R. Vodret, Milano, 2011, (XI. 4), pp. 225 - 227 F. Abbate, Pittori spagnoli nella Roma caravaggesca. Un bilancio, in Roma al tempo di Caravaggio, catalogo della mostra a cura di R. Vodret, II, Saggi, Milano 2012, pp. 395, 403
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05/03/2020
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