Lot 107
MAESTRO DELLA FONDAZIONE LANGMATT (Venezia, 1715 - 1770 circa) Coppia di capricci Olio su tela, cm 37X44,5 (2) L'anonimo maestro, il cui soprannome deriva dal corpus di tredici vedute veneziane custodite presso la Fondazione Langmatt a Baden, esibisce caratteri di stile prossimi a Michele Marieschi e a Francesco Albotto. In anni recenti Dario Succi ha proposto di identificare il pittore con Apollonio Domenichini, iscritto alla Fraglia nel 1757 e menzionato nella corrispondenza tra l'antiquario veneziano Giovanni Maria Sasso e il ministro inglese John Strange. Come emerge dall'analisi di taluni dettagli topografici delle opere, la sua attività si colloca tra gli anni Quaranta e la fine degli anni Sessanta del Settecento, dunque dopo la morte di Marieschi e la partenza di Canaletto. Egli si trova perciò senza rivali e dipinge svariate vedute di Venezia e Roma, con uno stile che resterà sostanzialmente immutato, contraddistinto da scelte prospettiche peculiari e dall'uso di toni freddi, azzurrini e verdognoli, come riscontriamo nelle tele in esame. A confronto possiamo citare i dipinti di collezione privata pubblicati da Succi come quello raffigurante L'Arco di Costantino e il Colosseo che, reso noto alla mostra di Udine del 2003 fu giudicato dallo studioso l'unico esempio sino ad ora noto a documentare l'interesse dell'artista nei confronti del ruinismo romano. Bibliografia di riferimento: D. Succi, Apollonio Domenichini: il Maestro della Fondazione Langmatt, in Da Canaletto a Zuccarelli, catalogo della mostra a cura di A. Delneri e D. Succi, Udine, 2003, pp. 103-107 D. Succi, Apollonio Domenichini: il Maestro della Fondazione Langmatt, in Canaletto. Venezia e i suoi splendori, catalogo della mostra a cura di G. Pavanello e A. Craievich, Venezia, 2008, pp. 194-197
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Catalogue
15/03/2022
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