Lot 49
Mattia Preti (Taverna 1613 - La Valletta 1699) San Guglielmo di Malavalle in meditazione olio su tela, cm 147x221 Il soggetto del presente dipinto, relativamente raro nella pittura italiana del Seicento, raffigura il santo guerriero Guglielmo di Malavalle, convertitosi alla fede cristiana dopo il suo incontro con San Bernardo di Chiaravalle. San Guglielmo inizia il suo percorso con il pellegrinaggio a Compostella (1135/1137?) ove finge di morire per risorgere alla nuova vita spirituale. A Roma incontra Papa Innocenzo II, che lo esorta ad andare in Terra Santa, dove rimane fino al 1154 per poi rientrare in Italia a Pisa, stabilendosi poi nel 1155 nella Malavalle di Castiglione della Pescaia. Qui con il suo bastone uccide un drago che infesta la valle e ne prende possesso fino alla sua morte (10 febbraio del 1157). San Guglielmo di Malavalle sarebbe stato padre spirituale, ispiratore e guida nella conversione di San Galgano, il santo della spada nella roccia di Chiusdino. La trattazione iconografica del presente dipinto presenta anche affinità con le rappresentazioni di Guglielmo d'Aquitania, conosciuto come Guglielmo di Gellone o Guglielmo I da Tolosa, morto nell'812. Grande soldato, Guglielmo d'Aquitania partecipò alle campagne belliche cristiane contro i Baschi e contro i Mori. Fondatore del monastero benedettino di Gellone a Saint-Guilhem-le-Desert, vi si ritirò nell'806 dopo aver rinunciato ai suoi titoli. Il presente dipinto è iconograficamente affine al ‘San Guglielmo Eremita' di Antonio Pereda a Madrid, Academia de Bellas Artes de San Fernando, con gli stessi attributi del santo guerriero in meditazione nella grotta. Nel dipinto qui offerto il santo è raffigurato con la cotta metallica e l'armatura direttamente sulla pelle, strumenti di mortificazione, ma la presenza dei diavoli che lo insidiano in forma di cani sembrerebbe confermare che il santo raffigurato sia Guglielmo di Malavalle. Il dipinto, del quale a conoscenza di chi scrive non si conoscono altre versioni (cf. J.T. Spike, Mattia Preti. Catalogo ragionato dei dipinti, Firenze, Centro Di, 1999), presenta sostanzialmente una postura e un trattamento dei bagliori sull'armatura brunita simili a quelli del soldato che porge a Sofonisba la coppa del veleno di Preti in Collezione privata (cf. M. Utili in Mattia Preti tra Roma, Napoli e Malta, catalogo, Napoli, Electa Napoli, 1999, pp. 168-169). Come si osserva anche negli splendidi dettagli delle armi, del teschio e del libro ai piedi del santo, il ductus pittorico - sciolto e steso con pennellate rapide e corpose - è sostenuto da un disegno vigoroso, e riporta sia alle cadenze neovenete precedenti al periodo napoletano di Preti (1663-1661), sia alle prime prove del suo lungo soggiorno maltese. La gamma cromatica è infatti più chiara che nelle opere napoletane, segnate da un chiaroscuro più marcato, e il trattamento dei toni bruni sul fondale è più trasparente
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Dessins, aquarelles et pastels
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Catalogue
12/12/2010
Proposé par BlindArte
39 081 2395261