Lot 1103
(Milano, 1607 - 1665) San Sebastiano curato da Sant'Irene Olio su tela, cm 64,5X81 Il dipinto è stato riconosciuto quale autografo di Francesco Cairo da Filippo Maria Ferro, per le evidenti analogie qualitative con le opere autografe e il confronto con la versione conservata al Musée des Beaux-Arts di Tours (inv. 803.1. 22; cm 68X84; Frangi 1998, pp. 242-243 n. 25). La vicenda critica del pittore ha inizio nel 1916 con le pioneristiche ricerche di Roberto Longhi, tuttavia, sia alla mostra del 1922 dedicata alla pittura italiana del Sei-Settecento, sia durante le ricerche successive (Longhi 1943, p. 55), lo studioso considerava di area caravaggesca non poche sue opere. Spetta a Mina Gregori l'aver individuato in Francesco Cairo l'autore della versione francese e dagli anni Settanta il catalogo del maestro ha trovato un adeguato ordinamento critico, sviluppatosi con la mostra del 1983 e la monografia di Frangi del 1998. Tornando alla tela in esame ne percepiamo la straordinaria tensione emotiva, accentuata dal protendersi verso il primo piano delle figure. Queste, emergono dal fondale tenebroso tramite un lume sfumato che delinea le forme e dove è necessario accentua gli aspetti naturalistici, secondo una trama tenebrosa che inevitabilmente evoca la matrice romana postcaravaggesca degli anni Trenta. Diviene allora comprensibile l'errore longhiano che assegnava al Riminaldi il San Sebastiano di Tours, che con la sua datazione al 1635 offre un parametro cronologico all¿inedito qui presentato. Bibliografia di riferimento: F. Frangi, Francesco Cairo, Torino 1998 con bibliografia precedente
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21/12/2020
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