Lot 395
piano impiallacciato in diaspro di Sicilia, montanti poggianti su grandi piedi a ricciolo e nella parte superiore ornate da teste femminili alate, fasce traforate, la frontale centrata da testina muliebre entro volute contrapposte, le laterali con arma araldica entro cartouche e con stemma nobiliare centrato da cavallo rampante, crocera mistilinea con mascheroni grotteschi, sormontata da cespo a pigna fogliata, reca su un lato etichetta cartacea di collezione o inventario 224- usure, cadute e mancanze nella doratura, tracce di tarlo, rotture e restauri, sbeccature, graffi e alcune rotture nei marmi
Console, alt. cm 84,5, larg. cm 208, prof. cm 97
Piano, alt. cm 4,5, larg. cm 190, prof. cm 102
A GILT, SCULPTED, CARVED WOOD AND MECCA CONSOLE TABLE, 18TH CENTURY- WEAR, LOSSES, TRACES OF WOODWORM, RESTORATIONS, MARBLES WITH CHIPS, SCRATCHES AND DAMAGES
Il complesso e articolato impianto di questa console (cosi come il lotto precedente), è reso ancor più imponente da robusti montanti su piedi a ricciolo dai quali fuoriescono busti femminili, che in una plastica torsione rivolgono lo sguardo verso l'alto. Tali figure, spesso alate, miste alle grandi volute fogliate, ai mascheroni grotteschi nella crociera e alla testina che centra la fascia superiore, sono elementi peculiari tipici del maturo linguaggio barocco di ambito perlopiù romano e fiorentino ma non solo, che a partire dalla prima metà del '600, caratterizzeranno per oltre un secolo le più belle produzioni di arredi e decorazioni, desunte e tradotte principalmente da modelli berniniani. Molti lavori stilisticamente affini al nostro tavolo sono resi noti tra gli altri da Alvar González-Palacios, in 'I mobili italiani. Il patrimonio artistico del Quirinale' (Milano 1996) e 'Arredi e ornamenti alla corte di Roma' (Milano 2004), dov'è riunito un corpus di opere ampio e significativo. Su tutte, due tavoli parietali del 1725 circa, con ricco trofeo militare nella crociera (op. cit. 1996, pagg. 167-168-169, cat. 48 e A. González-Palacios, 'Fasto romano', Roma 1991, pagg. 159-160, cat. 89), ritenuti dallo studioso 'en suite' con un'altra coppia, proveniente probabilmente dalle collezioni Rospigliosi (Catalogo della vendita all'asta della collezione'del Principe Don Gerolamo Rospigliosi..., Roma 1931) e oggi a Palazzo Sacchetti a Roma (op. cit. 2004, pagg. 172-173-174-175)- da notare come le figure nei montanti, vere e proprie sculture a tutto tondo, siano molto simili alle nostre (fig.1).
Non andranno però dimenticate, come già detto, alcune produzioni fiorentine, ispirate ad esempio anche da opere di Gian Battista Foggini (1652 - 1725) su disegni di Diacinto Maria Marmi (1625? - 1702), come la coppia di tavoli da muro degli inizi del XVIII secolo, dove oltre a ritrovare i sostegni più volte descritti (questa volta i busti sono diritti), propongono una crociera caratterizzata da volute contrapposte, mascheroni e, come la nostra, cimata da un elemento a vaso (E. Colle, 'Il mobile barocco in Italia', Milano 2000, pagg. 192-193, tav. 46).
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