Lot 997
Sacrificio di Abramo Olio su tela, cm 222X173 A partire dal contributo di Vittoria Markova il dilemma d'ordinare filologicamente il corpus di Tommaso Salini è diventato uno dei problemi più complessi degli studi caravaggeschi. Solo negli ultimi anni e per merito di Gianni Papi è in atto una selezione atta a distinguere le diverse mani di un catalogo che si sviluppava in maniera sempre più incoerente. Da questo meticoloso lavoro lo studioso ha individuato alcune personalità come il Maestro degli Armenti, il Maestro del Bacco, il Maestro di Baranello e, più recentemente, il Maestro della Flagellazione Lampronti, che riferita inizialmente a Baburen è stata ricondotta correttamente alla galassia saliniana. Come sappiamo, il punto cardine dell'artista è il San Nicola da Tolentino conservato nella chiesa di Sant'Agostino a Roma, vero e proprio punto fermo per poter risalire al volto reale del nostro autore, a cui si aggiungono un Martirio di Santa Cecilia pubblicato da Federico Zeri nel 1955 e oggi d'ubicazione ignota e infine uno stendardo per la chiesa oggi distrutta di Santa Andrea in Vincis, conservato in collezione privata. A questo scarno nucleo si aggiungono il San Francesco donato da Salini stesso all'Accademia di San Luca e una Santa Cecilia firmata e datata 1615 e un San Carlo firmato e datato 1617 entrambi di collezione privata. È quindi un'aggiunta importante al catalogo dei quesiti saliniani questo straordinario Sacrificio d'Isacco che all'analisi mostra aspetti qualitativi notevoli ed esibisce nella sua complessità illustrativa straordinari brani di natura morta e una ancor più energica forza espressiva nei volti. A questi aspetti non dobbiamo sottovalutare le raffinatezze pittoriche che emergono dalle vernici ossidate, raffinatezze che consentono di raggiungere vertici di verosimiglianza altissimi, e basti osservare il capro in primo piano, lo sguardo drammatico di Abramo e quello rassegnato e vigile di Isacco, che sembra accorgersi che il sacrificio non sarà portato a compimento. Infine, a sorprendere per la sua dolcezza e innovazione è il piccolo angelo che par sussurrare al vecchio patriarca la parola di Dio, un angelo come vediamo, ben diverso da quelli energici e imperiosi presenti in analoghe iconografie dell'epoca. Ed è in virtù di questi aspetti che forse diviene possibile accarezzare l'idea di poter pensare al Cavalier dello Speron d'oro quale autore, certi che la vita dell'amico Baglione non elencò tutte le sue opere, senza dimenticare quel Maestro degli armenti con cui trova non pochi punti in comune. Bibliografia di riferimento: G. Baglione, Le vite de' pittori scultori et architetti [...], Rome 1642, p. 288 V. Markova, Alcune nuove proposte per Tommaso Salini, in Paragone, XL, 475, 1989, pp. 26 ; 41 G. Papi, Un tema caravaggesco tra i quadri di figura di Tommaso Salini, Paragone, 12, 1989 G. Papi, Il maestro di Baranello, fra Salini e Napoli, nel Bollettino dell'Associazione degli storici dell'arte italiana, 17, 2011, pagg. 10 ; 23 G. Papi, Il Maestro della Flagellazione Lampronti, in Entro l'aria bruna d'una camera rinchiusa. Scritti su Caravaggio e l'ambiente caravaggesco , Napoli 2016, pagg. 211 ; 27
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24/09/2020
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