Lot 1288
(Verona, 1480 - 1555) Madonna con il Bambino e San Giovannino Firmato F. Caroto sul libro in mano alla Madonna Olio su tela, cm 122X98 Provenienza: Torino, collezione privata Torino, Della Rocca, 10 dicembre 2002, lotto 165 Montecarlo, Maison d'Art Bibliografia: A. Cifani, F. Monetti, L'abbraccio di San Giovannino e Gesù fanciullo con la Vergine: un inedito di Francesco Caroto, in Verona illustrata. Rivista del Museo di Castelvecchio, numero 16, 2003, pp. 43 ; 45 A. Cifani, F. Monetti, in Le meraviglie dell'arte. Important old master paintings, catalogo della mostra a cura di s. Bonfante, Maison d'Art Montecarlo, 2005, pp. 20 ; 23 G. Peretti, in Museo di Castelvecchio. Catalogo dei dipinti e delle miniature delle collezioni civiche veronesi. I. Dalla fine del X all'inizio del XVI Secolo, a cura di P. Marini, G. Peretti, F. Rossi, Milano 2010, p. 404 ; 405, n. 303 (citata) Allievo del pittore Liberale da Verona, il Vasari narra che Caroto lasciò gli studi letterari per la pittura, diventando poi discepolo diretto del Mantegna, che mandava di fuori dell'opere di lui per di sua mano (cfr. G. Vasari, Le vite, a cura di G. Milanesi, V, Firenze 1880, pp. 280-88). Queste influenze si avvertono assai bene nelle prime opere a noi note, come si evince nella Madonna che cuce conservata alla Galleria Estense di Modena datata al 1501, che, ripresa con lievi varianti nel poco più tardo dipinto dell'Accademia di Venezia, presenta influenze del Lotto e del Previtali documentando il rapido aggiornamento dell'autore. Tuttavia, è più plausibile pensare che con il Mantegna sia intercorso un rapporto d'influenza e che sul finire del secolo avesse già acquisito una piena autonomia di mestiere visto che nel 1502 era denominato Pictor e mostrava anche contiguità con il bolognese Lorenzo Costa. Sempre il Vasari ci informa del viaggio a Milano alla corte di Anton Maria Visconti, che fu occasione per entrare in contatto con il Bramantino, il Luini e Cesare da Sesto, quindi con la pittura leonardesca che segnerà in chiave rinascimentale la sua arte. Tornando alla tela qui presentata, riscontriamo uno stile maturo, in analogia con la Sacra Famiglia con Santa Elisabetta e San Giovannino del Museo di Verona,firmata e datata 1531, con la quale possiamo notare una simile impostazione scenica, sia pur risolta in maniera più confusa e compressa. Questa caratteristica, che contrasta con l'arioso fondale paesistico della tela qui esaminata, trova di fatto migliori spunti di confronto con opere di poco precedenti e che la versione veronese abbia utilizzato un cartone inerente alle figure di Gesù e San Giovannino per poi inserire il San Giuseppe e Santa Elisabetta nello spazio disponibile.
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21/12/2020
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