Lot no. 64
Battistello Caracciolo (Napoli 1578 - 1635) San Gerolamo leggente olio su tela, cm 93x129 Bibliografia: Stefano Causa, La strategia dell'attenzione. Pittori a Napoli nel primo Seicento,Napoli, Dante & Descartes,2007, p. 69, fig.11 Stefano Causa, nel pubblicare il presente dipinto, lo ha inserito in una “congiuntura riberesca” alla quale quale Battistello Caracciolo dette il suo contributo sia con il ‘Sant'Onofrio' a Roma, Galleria Corsini; sia con la ‘Trinitas Terrestris' a Napoli, Chiesa della Pietà dei Turchini (1617); sia con la ‘Madonna d'Ognissanti' a Stilo, Cattedrale (1618). “Immerso dentro un paesaggio del suo stesso colorito bronzeo, il San Gerolamo va confrontato con il vecchio seduto a destra, in controparte, nella pala di Stilo, uno dei capolavori sconosciuti del caravaggismo nell'Italia meridionale. Rispetto alle stesure più lisce che connotano il viso e il mantello marroncino chiaro del San Pietro liberato, nell'omonimo dipinto del Pio Monte (1615), qui, nello spazio di un intervallo breve: due, o al massimo tre anni, la materia pittorica ha preso a sussultare e a incresparsi leggermente”. […] Il profilo del santo, i capelli, la barba e la poderosa squadratura del braccio in luce, sono costruiti con un fitto reticolo di appoggiature di pennello. Anche il teschio, che chiude la pagina sulla destra, appare eseguito con quei risalti di scrittura, che Battistello aveva ammirato nell'apostolato frammentario del Ribera, oggi ai Gerolamini”. Dunque Causa sembra datare il dipinto due o tre anni dopo il 1615, data del dipinto del Pio Monte della Misericordia Per quanto riguarda il rapporto di Battistello Caracciolo con modelli e composizioni di Ribera, sembra possibile indicare nella posizione del San Girolamo, concentrato nella lettura del libro e - per una volta - non focalizzato sul teschio e sul crocifisso, una memoria del ‘San Girolamo in lettura' di Ribera, conosciuto attraverso stampe. In quest'opera compaiono la stessa posa di concentrazione del santo sul volume; lo stesso restringimento della scena alla sola figura, o quasi; e pressoché la stessa distribuzione delle rocce e del brano di paesaggio. Ma unicamente di Battistello è la tonalità di azzurro cobalto e indaco del mantello del santo, reso con pieghe semplici e di plastica classicità; così come è rispondente solo alla sua poetica la scelta di raffigurare il santo ancora concentrato nella lettura in un'ora ormai notturna, con la luna rossastra che spunta dal profilo di una roccia, incurante del giorno trascorso, ancora dominato dalla volontà di apprendere. Il dipinto è in temporanea importazione artistica “Immerso dentro un paesaggio del suo stesso colorito bronzeo, il San Gerolamo va confrontato con il vecchio seduto a destra, in controparte, nella pala di Stilo, uno dei capolavori sconosciuti del caravaggismo nell'Italia meridionale. Rispetto alle stesure più lisce che connotano il viso e il mantello marroncino chiaro del San Pietro liberato, nell'omonimo dipinto del Pio Monte (1615), qui, nello spazio di un intervallo breve: due, o al massimo tre anni, la materia pittorica ha preso a sussultare e a incresparsi leggermente”. […] Il profilo del santo, i capelli, la barba e la poderosa squadratura del braccio in luce, sono costruiti con un fitto reticolo di appoggiature di pennello. Anche il teschio, che chiude la pagina sulla destra, appare eseguito con quei risalti di scrittura, che Battistello aveva ammirato nell'apostolato frammentario del Ribera, oggi ai Gerolamini”. Dunque Causa sembra datare il dipinto due o tre anni dopo il 1615, data del dipinto del Pio Monte della Misericordia. Per quanto riguarda il rapporto di Battistello Caracciolo con modelli e composizioni di Ribera, sembra possibile indicare nella posizione del San Girolamo, concentrato nella lettura del libro e - per una volta - non focalizzato sul teschio e sul crocifisso, una memoria del ‘San Girolamo in lettura' di Ribera, conosciuto attraverso stampe. In quest'opera compaiono la stessa posa di concentrazione del santo sul volume; lo stesso restringimento della scena alla sola figura, o quasi; e pressoché la stessa distribuzione delle rocce e del brano di paesaggio. Ma unicamente di Battistello è la tonalità di azzurro cobalto e indaco del mantello del santo, reso con pieghe semplici e di plastica classicità; così come è rispondente solo alla sua poetica la scelta di raffigurare il santo ancora concentrato nella lettura in un'ora ormai notturna, con la luna rossastra che spunta dal profilo di una roccia, incurante del giorno trascorso, ancora dominato dalla volontà di apprendere. Il dipinto è in temporanea importazione artistica.
Pictures credits: Contact organization
Drawings, watercolours and pastels
About the sale
Catalog
12/12/2010
Offered by BlindArte
39 081 2395261