Lot no. 960
(Bologna, 1552 - Roma, 1614)
Ritratto di dama
Olio su tela, cm 68X49
Lavinia Fontana, singolare pittrice che andava al pari delli primi huomini di quella professione (Avvisi Urbinati, Lat. 1077, c. 428 A-B in M. T. Cantaro, Lavinia Fontana Bolognese pittora singolare 1552-1614, Milano-Roma 1989, p. 1), fu squisita interprete dell'arte bolognese tardo cinquecentesca allineata ai dettami del naturalismo controriformato. Figlia e allieva di Prospero Fontana, Lavinia esprime una spiccata predisposizione eclettica tipica del suo tempo e raggiunse assai presto una propria cifra stilistica, interessata alle influenze di carattere nordico e alle suggestioni carraccesche, ma la sua arte si svolse con costante evoluzione lungo tutto l'arco della carriera, in modo particolare dopo il trasferimento a Roma avvenuto nel 1603 su richiesta di Gregorio XIII. Nella città pontificia, grazie alla prestigiosa protezione, la pittrice oltre a produrre pale d'altare e opere a carattere profano si dedicò intensamente alla ritrattistica e, secondo Luigi Lanzi, più che da altri fu ambita dalle dame romane, le cui gale ritraea meglio che uomo. A questi anni si data la tela in esame, caratterizzata da uno spiccato realismo e sprezzatura, giocata sul vivace contrasto cromatico della veste che si staglia sul plumbeo fondale paesistico. Il volto, colto al naturale, presenta strette analogie con la coeva ritrattistica di Scipione Pulzone e Jacopo Zucchi autori a cui fu precedentemente attribuita la nostra tela. Di notevole qualità sono altresì i brani della veste, curati secondo la migliore moda della ritrattistica a carattere internazionale di fine Cinquecento. Per quanto riguarda il possibile riferimento all'autoritratto possiamo svolgere confronti con i dipinti conservati presso l'Accademia di San Luca e il Corridoio Vasariano a Firenze, opere in cui la pittrice appare in sembianze ancor giovanili. Infine, si deve citare la tela recentemente esitata presso la casa d'aste Dorotheum, considerata opera autografa e databile tra il 1590 e il 1600.
Bibliografia di riferimento:
V. Fortunati, Lavinia Fontana (1552 - 1614), catalogo della mostra a cura di Vera Fortunati, Milano 1994, pp. 181 ; 182, nn. 33 ; 34
C. P. Murphy, Lavinia Fontana. A Painter and Her Patrons in Sixteenth Century Bologna, New Haven, London 2003, p. 89
V. Fortunati, Verso una storia delle donne artiste a Bologna tra il Rinascimento e del Barocco: Aggiunte e spiegazioni, in Donne Artiste italiane dal Rinascimento al Barocco, National Museum of Women in the Arts, Washington DC, marzo ; luglio 2007, pp. 45 ; 47
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