Lot no. 482
FRANCESCO NOLETTI detto IL MALTESE (Valletta? circa 1611 - Roma, 1654) Natura morta Olio su tela, cm 110X147 Provenienza: Milano, Sotheby's, 30 maggio 2006, lotto 33 Da sempre erroneamente identificato con Francesco Fieravino, la biografia e il catalogo di Francesco Noletti altrimenti soprannominato il Maltese, si deve a Keith Sciberras. L'artista di origini maltesi svolse la sua attività prevalentemente a Roma, realizzando eleganti nature morte. La motivazione dell'oblio di Noletti, fu cagionato dallo pseudonimo 'Francesco Maltese' con cui era noto, ma certamente contribuì la distrazione critica nei confronti dei generi considerati minori perpetuatasi sino a non pochi decenni fa. Detto ciò, il pittore fu estremamente prolifico e beneficiò di uno straordinario successo presso i collezionisti dell'epoca, in virtù di una creatività eccellente e l'invenzione di singolari nature in posa in cui tappeti orientali, tendaggi, armature, frutti canditi e fiori venivano assemblati con un gusto perfettamente aderente all'ideale barocco. Il suo stile, esuberante e sfarzoso condizionò profondamente innumerevoli artisti, come Giovanni Domenico Valentini, Carlo Manieri e Antonio Tibaldi. Tornando alla nostra opera, la ragguardevole dimensione, la qualità eccellente e l'eleganza, attestano non solo la certa autografia, ma altresì il talento del Noletti durante la maturità, in analogia con le nature morte custodite nella collezione Molinari Pradelli di Bologna e del Musée Fesch di Ajaccio (Cfr. Sciberras 2005, figg. FN.12 e FN.15), entrambi databili al 1650. In ultimo, dobbiamo un accenno al significato di queste immagini, che oltre all'estetica della decorazione simboleggiano i cinque sensi, in primo luogo la vista e il tatto con cui la pittura di natura morta compete con la realtà e gli effetti tattili, l'udito è invece evocato dal ticchettio dell'orologio, il gusto dai frutti canditi e l'olfatto dal cedro posto sul cuscino. Altresì da non sottovalutare sono i significati allegorici e possiamo interpretare tali composizioni quali raffinate Vanitas, in cui i fiori recisi, i dolci e i frutti, per la loro temporanea bellezza sottintendono alla precarietà della vita, quanto mai allusivo in tal senso e l'orologio, che ci rammenta il tempo e l'inutilità dello sfarzo e delle ricchezze Il dipinto è corredato da una scheda critica di Alberto Cottino Bibliografia di riferimento: A. Cottino, 'Le origini e lo sviluppo della natura morta barocca a Roma, in Natura morta in Italia tra Cinquecento e Settecento', catalogo della mostra a cura di M. Gregori e J. G. P. von Hohenzollern, Milano 2002, pp. 350-356, pp. 362-363 K. Sciberras, in 'Pittori di Natura morta a Roma. Artisti italiani 1630-1750', a cura di G. Bocchi e U. Bocchi, Viadana 2005, pp. 357-97 D. Dotti, 'Il cibo nell'arte. Capolavori dei grandi maestri dal Seicento a Warhol', catalogo della mostra, Milano 2015, pp. 174-175, n. 58 Start price : 40000
Pictures credits: Contact organization
Drawings, watercolours and pastels
About the sale
Catalog
11/30/2016
Offered by Wannenes Art Auctions
+390102530097