Lot no. 67
Gaspare Traversi (Napoli, 1722 - Roma, 1770) Mandolinata olio su tela, cm 62x73 Provenienza: Collezione Carafa di Roccella (come da inventario degli arredi di Palazzo Carafa di Roccella del 1782) Bibliografia: N. Spinosa, La pittura napoletana da Carlo a Ferdinando IV di Borbone, in Storia di Napoli, vol. VIII, Cava dei Tirreni, De Mauro, 1971, pp. 491, 506 N. Spinosa, Pittura napoletana del Settecento dal Rococò al Classicismo, Napoli, Electa Napoli, 1987, p. 109, n. 133; p. 244, fig. 133 F. Barocelli, Gaspare Traversi Neapolitanus Pinxit Romae (1723-1770). Ipotesi, questioni, proposte su di un pittore e la sua opera, Parma, Artegrafica Silva, 1990, p. 119, fig. 67 M. Pisani, I Carafa di Roccella. Storie di Principi, Cardinali, Grandi dimore. Napoli, Electa Napoli, 1992, p. 126, fig. 83 F. De Rosa in Gaspare Traversi. Napoletani del ‘700 tra miseria e nobiltà, catalogo, Napoli, Electa Napoli, 2003, p. 156, n. 45 (scheda ripubblicata in luce sul Settecento. Gaspare Traversi e l'arte del suo tempo in Emilia, catalogo, Napoli, Electa Napoli, 2004, p. 134, n. 39. Esposizioni: Napoli, Castel Sant'Elmo, 2003, Gaspare Traversi. Napoletani del ‘700 tra miseria e nobiltà, cit., n. 45. Parma, Galleria Nazionale, 2004, luce sul Settecento. Gaspare Traversi e l'arte del suo tempo in Emilia, n. 39 Secondo quanto giustamente sostenuto da Federica De Rosa, “in quest'opera […] Traversi si mostra con tutta la carica realistica e consapevolezza interpretativa, che tuttora fa dei suoi soggetti pezzi di cronaca spietata, scettica, moderna (Longhi 1927). È subito evidente l'acuto approfondimento della psicologia dei due musicanti che in tal modo entrano a far parte di quella ‘galleria di personaggi' inconfondibili, colti dal vero, tipici della produzione dell'artista. Cronologicamente la Mandolinata può datarsi entro il 1756 per le evidenti affinità stilistiche con i dipinti di quegli anni, in particolare l'Orgoglio materno, già in collezione Carroll a Monaco di Baviera, e le quattro Scene familiari di collezione privata […]. Le tele citate rientrano, infatti, in un gruppo di opere del periodo romano maturo […]. Così, nel dipinto qui esposto, il sodo plasticismo delle prime opere cede il passo ad una materia pittorica più sciolta e liquida, che ricorda anche i modi di Subleyras e di Benefial, il cui Ritratto della famiglia Marefoschi, firmato e datato 1756, interessò molto Traversi, aprendolo a nuove suggestioni (Bologna 1980; Spinosa 1987)”. La stessa autrice nota come “Ciò che rende accattivante la composizione è il gioco di sguardi instaurati tra i due, mentre, infatti, l'anziano suonatore di mandola, che sembra essere stato recuperato da una stampa cinquecentesca di Luca di Leida (Barocelli 1990), fissa attentamente la ragazza in primo piano, quest'ultima volge la sua attenzione ad un punto lontano, esterno allo spazio del quadro, catturando così la curiosità dell'osservatore. Tutta la scena è incentrata sui musici che, con un taglio ravvicinato, si stagliano su di un fondo scuro occupando l'intera superficie della tela, come spesso accade nelle opere di Traversi. In particolare, nel personaggio femminile, si ritrovano alcuni caratteri fisionomici cari al pittore, resi evidenti dal confronto con la Suonatrice di mandola di Aix-en-Provence e con la donna che suona il tamburello nelle Scene familiari già citate”. A queste osservazioni si può aggiungere che non solo la fisionomia del vecchio musico richiama modelli di Luca di Leida, ma tutto l'impianto del dipinto, impaginato ponendo le figure talmente in primo piano da farle appena rientrare nel campo visivo della tela e ritraendole a mezza figura, si richiama alla vasta antologia di opere caravaggesche italiane e anche nordiche che per il suo potenziale realistico interessò Traversi per tutto il corso della sua attività
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Drawings, watercolours and pastels
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Catalog
12/12/2010
Offered by BlindArte
39 081 2395261