Lot no. 1092
GIOVANNI ANDREA DONDUCCI detto il MASTELLETTA (Bologna, 1575 - 1655) Davide battezzato da Samuele Olio su rame, cm 40X51 Anche se la carriera di Mastelletta si svolse prevalentemente nel XVII secolo, la sua arte è fortemente ispirata dai pittori della maniera, in modo particolare da Nicolò dell'Abate, Jacopo Zanguidi detto il Bertoja, senza tralasciare il Correggio e il Parmigianino. Per questo motivo l'artista si può considerare una delle ultime ma migliori espressioni del manierismo europeo, quindi eccentrico rispetto ai suoi colleghi bolognesi, sia pur constatando la propria formazione alla scuola dei Carracci. Amico di Guido Reni, Donducci scelse una modalità espressiva personalissima, altresì non immune da suggestioni ferraresi, guardando ad esempio lo Scarsellino. Non sorprende allora il giudizio del Malvasia (cfr. C. C. Malvasia, Felsina pittrice. Vite dei pittori bolognesi [1678], Bologna, 1841, II, pp. 67-72), che lo definì uno spirito bizzarro, fumoso e brillante, ma anche depresso e solitario. Tuttavia, come ha sottolineato Wittkower, è difficile stabilire causa ed effetto tra la sanità mentale di un artista e la sua produzione, specialmente osservando l'opera in esame. L'episodio raffigurato è tratto dal Libro di Samuele (16:1-13), che narra di come Samuele, profeta e padre spirituale degli Israeliti cercasse il successore di Saulo al trono d'Israele. Fu così che giunto a Betlemme incontrò il pastorello Davide, il più giovane dei figli di Iesse, e lo elesse ungendolo con l'olio contenuto in un corno. Alle loro spalle sono qui ritratti i sette fratelli di Davide con l'anziano padre ed un vasto paesaggio. L'inedito dipinto ripercorre il tema già svolto da Mastelletta nell'opera conservata presso il convento di San Pietro a Modena (A. Coliva, Il Mastelletta. Giovanni Andrea Donducci 1575 - 1655, Roma, 1980, n. 11, p. 95, tav. 11). Nella scheda della tela modenese, la studiosa ricorda di un dipinto di medesimo soggetto nell'Inventario della Collezione Santacroce a Roma: Il quadro di palmi 4 del Paese, di Mastelletta, con David unto Re, suggerendone l'identificazione. Comunque sia, l'opera in esame condivide con il quadro modenese la stessa alta tenuta qualitativa delle opere giovanili di Mastelletta, eseguite entro il primo lustro del Seicento, caratterizzate da una peculiare regia luministica e i colori accesi tipici della sua tavolozza e una profondità paesistica che evoca le prospettive a volo d'uccello di Niccolò dell'Abate. Ringraziamo Daniele Benati per aver confermato l'attribuzione. Bibliografia di riferimento: A. Cera, La pittura emiliana del Seicento, Milano, 1982, ad vocem E. Sambo, in La raccolta Molinari Pradelli, Bologna, 1984, p. 99, n. 56 A. Emiliani, Nell'età del Correggio e dei Carracci, catalogo della mostra, Bologna, 1986, pp. 495-500
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11/26/2021
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