Lot no. 230
GIOVANNI MARTINELLI
(Montevarchi, Arezzo 1600-1604 – Firenze, 1659)
ANGELICA E MEDORO
olio su tela, cm 155,5x181 entro antica cornice con intagli dorati a motivi fogliati e classici, laccata color ocra-rosato
Provenienza
Villa Lupezzinghi Ceoli, Titignano, Cascina di Pisa
La tela presenta una scena idilliaca, ambientata in un ameno sfondo paesistico prossimo all’imbrunire, con un giovane uomo e un’avvenente figura femminile accompagnata da due coppie di putti, tutti raffigurati in primissimo piano. In base alla particolarità della posa dell’uomo intento a scrivere con una penna o stilo qualcosa sulla corteccia di un albero è possibile identificare nei due protagonisti del dipinto Angelica e Medoro, coppia di innamorati resa celebre da Lodovico Ariosto nel suo Orlando furioso. In base a questo poema apprendiamo che Medoro, soldato saraceno, per rendere noto al mondo intero il suo amore per Angelica, principessa del Catai, scrive i propri nomi sulla corteccia di un albero. Il tema, apprezzato in ambito artistico italiano soprattutto in età barocca, sottolinea, paradigmaticamente, il successo e la diffusione del poema ariostesco, dal quale furono tratte, insieme a episodi della Gerusalemme liberata di Torquato Tasso, numerose redazioni pittoriche e scultoree. Interessanti alternative ai più correnti soggetti storici o mitologici, le scene ispirate ai poemi cavallereschi italiani incrementarono notevolmente il panorama artistico-iconografico seicentesco, alla costante ricerca di nuove fonti tematiche di rappresentazione.
I caratteri stilistici e la particolarità tipologica delle figure inducono ad ascrivere convincentemente il dipinto a Giovanni Martinelli, figura di punta della corrente naturalistica fiorentina, al quale è stata dedicata nel 2011 una mostra monografica nella sua cittadina di origine, Montevarchi (Giovanni Martinelli pittore di Montevarchi. Maestro del Seicento fiorentino, catalogo della mostra a cura di A. Baldinotti, B. Santi e R. Spinelli, Montevarchi, Firenze, 2011).
Nato tra il 1600 e il 1604, Martinelli compì i suoi studi artistici a Firenze, dove all’inizio degli anni venti è documentato nella scuola di Jacopo Ligozzi, pittore al quale rimase legato per vari anni. Poco dopo aver dato inizio a un’attività indipendente, l’artista si recò con probabilità a Roma, città nella quale ebbe modo di accostarsi alla corrente post-caravaggesca di chiara impronta naturalistica legata, in quel tempo, a vari artisti italiani e d’oltralpe. Al rientro in patria dette il via a una serrata attività segnata da dipinti su tela e ad affresco che sancirono entro breve tempo la sua affermazione professionale, testimoniata dall’acquisizione del titolo di accademico nel 1637 all’Accademia del Disegno a Firenze, onorificenza conferita solo agli artisti più importanti. Portavoce della corrente naturalistica a Firenze, insieme a Lorenzo Lippi e a Vincenzo Dandini, Martinelli si specializzò soprattutto nei quadri da cavalletto, destinati in gran parte alle più prestigiose quadrerie toscane, raffiguranti per lo più singole figure, soprattutto personificazioni allegoriche. Autore anche di interessanti dipinti con nature morte, l’artista morì nel capoluogo mediceo nel 1659 (per l’artista si veda Giovanni Martinelli pittore, op. cit. e Giovanni Martinelli da Montevarchi pittore in Firenze, a cura di L. Canonici, Firenze, 2011).
L’opera, della quale è nota una redazione di bottega già sul mercato antiquario fiorentino (F. Baldassari in Giovanni Martinelli da Montevarchi, op. cit., p. 97 fig. 37), presenta i caratteri tipici della produzione matura del pittore e appare databile intorno o poco oltre la metà degli anni Quaranta del Seicento. Comparabile a dipinti martinelliani di vario tipo, la tela evidenzia affinità stringenti nella formulazione della figura muliebre, la più interessante delle due principali, con alcune delle pitture più note licenziate dall’artista, tra le quali appare sufficiente menzionare, per maggiori rispondenze tipologiche, le Tre Grazie sul mercato antiquario a Londra e l’Allegoria della Fama degli Uffizi (S. Bellesi in Giovanni Martinelli da Montevarchi, op. cit., p. 54 fig. 13 e p. 60 fig. 19).
Sandro Bellesi
Start price :
24000
Pictures credits: Contact organization
Drawings, watercolours and pastels
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