Lot no. 377
MAESTRO DEL SACRO SANGUE
(attivo a Bruges tra il 1510 e il 1530)
Lucrezia
Olio su tavola, cm 54,5X43
A tutt'oggi la personalità del Maestro del Santo Sangue non è stata ancora definita, l'analisi delle sue opere, tuttavia, rivela un autore che presenta evidenti influenze di Quentin Massys. Il nominativo si deve a Georges Hulin de Loo (Cfr. G. Hulin de Loo, Exposition des tableaux flamands des XIVe, XVth et XVIe siècles, Bruges, 1902 - p. 33) e deriva dal trittico conservato nel Museo del Sacro Sangue. Successivamente Max Jakob Friedländer ha attribuito al maestro una trentina di opere (Cfr. M. J. Friedländer, Die altniederländische Malerei, IX- Joos van Cleve ; Jan Provoost ; Joachim Patenier, Berlino 1931, pp. 96 ; 100; 152 ; 155) ma probabilmente non tutte sono riconducibili alla stessa mano (Cfr. D. De Vos, Maestro del Sacro Sangue, in: Primitivi fiamminghi anonimi a cura di Aquilin Janssens de Bisthoven, Dirk De Vos, M. Baes-Dondeyne, Henri Pauwels, Bruges, 1969, p. 74). Detto ciò, le due pale d'altare a lui riferite custodite a Bruges indicano che il maestro era molto probabilmente attivo Bruges, ma che si sia formato ad Anversa visto le influenze di Quinten Massijs. Per quanto riguarda l'iconografia, l'artista l'ha replicata più volte e Friedländer stesso ne elenca diverse versioni autografe, come quella del Musées Royaux des Beaux-Arts di Bruxelles, (inv. no. 6900) e quella esitata alla Sotheby's di New York il 25 maggio 2000, lotto 14 (cfr. M. J. Friedländer, Early Netherlandish Painting, 1974, vol. IXb, pp. 98 - 98; M. J. Friedländer Primitifs flamands anonymes, catalogo della mostra, Bruges 1969, pp. 74 ; 87).
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