Lot no. 157
Malaga 1881 - Mougins 1973
Senza Titolo, 1972
Tecnica mista su carta, cm 36,5 x 28,8
Firmato e datato in basso a destra
Senza Titolo, 1972
Tecnica mista su carta, cm 36,5 x 28,8
Firmato in alto a destra e datato in alto al centro
Provenienza:
Marlborough Galleria, Roma
Esposizioni:
Galleria Marlborough, Roma, 1974-1975, ill. cat. n. 29a e 29b
Bibliografia:
P. C. Zervos, Palblo Picasso Catalogo Generale vol. 33 opere dal 1971-1972, ill. n. 474 p. 163 e ill. n. 485 p. 165
Fori, triangoli, rettangoli e cerchi, sono queste le figure geometriche che hanno permesso a Picasso di realizzare i protagonisti dei suoi più importanti dipinti del periodo africano e successivamente cubista. Gli elementi iconici dell'intera carriera artistica vengono rielaborati e riprodotti nell'ultima fase della sua produzione, fino ad arrivare all'estate del 1972, periodo in cui si inserisce quest'opera.
Picasso con la sua genialità dà vita nello stesso giorno, dello stesso anno, a due opere diverse ma presenti sullo stesso supporto. L'arte africana è considerata dall'artista veicolo di un linguaggio potente e fortemente espressivo. Sintesi di forme e manifestazione simbolica, evoca forze spirituali che si manifestano nello spazio umano. Stesso linguaggio espressivo è ripreso nell¿ultima fase della sua vita, nella quale l¿artista sviluppa la necessità di esprimere una sensazione di morte imminente, tanto da realizzare nei mesi estivi del 1972 una serie di autoritratti su questa tematica.
Un orientamento al primo cubismo si può notare sul secondo profilo, il quale mostra un nudo di donna e una maschera, oggetto profondamente diverso dall¿immaginario occidentale. In questo caso Picasso non intende fornire un'immagine frontale del soggetto, ma ripreso da più punti di vista per rappresentarne la realtà così come è e non come appare.
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