Lot no. 636
(Savona, 1668 - Napoli, 1746) Diana e Atteone Olio su tela, cm 194X132 Provenienza: Genova, Villa Bombrini Bibliografia: A. Dellepiane, 'Maestri della pittura ligure', Genova 1971, p. 172 G. V. Castelnovi, 'Ricerche per il Guidobono', in 'Emporium', LXII, n. 6, vol. CXXIII, n. 738, pp. 242-258 M. Newcome, 'Bartolomeo e Domenico Guidobono', Torino 2002, p. 82, n. M23 M. Newcome, 'Bartolomeo e Domenico Guidobono. Dalle collezioni private a Palazzo Lomellino', Genova 2010, n. 18 Fratello minore di Bartolomeo, detto il prete di Savona, Domenico fu un artista di talento, altresì creatore di eleganti nature morte e scene mitologiche. L'apprendistato si presume avvenuto nella bottega paterna e il suo catalogo ha solo di recente goduto di studi filologici adeguati. Infatti, sovente gli venivano attribuite opere di bottega o di bassa qualità, mentre quelle migliori erano sistematicamente riferite a Bartolomeo. Si presume che anch'esso affrontò un viaggio di studio in Emilia acquisendo le suggestioni del Correggio, del Parmigianino e di Lanfranco, secondo un percorso formativo che accomuna moltissimi maestri genovesi dell'età barocca, come Giovanni Carlone, Valerio Castello, Giovanni Battista Merano e Domenico Piola. È comunque indubbio che con gli anni Ottanta Guidobono si trovi a Torino insieme al fratello e nella capitale sabauda lavorò a più riprese sino alla morte, mentre proseguono le committenze genovesi. Suoi sono ad esempio gli affreschi in Palazzo De Mari, Casareto di Campetto, dove esibisce una disinvolta padronanza nell'accostare l'elemento decorativo a quello figurativo e una sapiente regia luministica, raggiungendo effetti di ragguardevole eleganza. A questi anni si dovrebbe ricondurre le tele qui presentate, che, ispirate alle 'Metamorfosi' di Ovidio, si possono indubbiamente considerare tra le migliori prove dell'artista, capace di evocare con grazia settecentesca le narrazioni ovidiane. In questo caso si tratta dell'episodio di Diana e Atteone, trasformato in cervo per aver guardato la dea al bagno (Metamorfosi, 3: 138-253). Bibliografia di riferimento: R. Soprani, G.C. Ratti, 'Vite de' pittori, scultori ed architetti genovesi', II, Genova 1797, pp. 145 E. Gavazza, F. Lamera, L. Magnani, 'La pittura in Liguria. Il secondo Seicento', Genova 1990, pp. 424, 445 L. Ghio, 'La pittura in Italia. Il Settecento', II, Milano 1990, pp. 748 E. Gavazza, L. Magnani, 'Pittura e decorazione a Genova e in Liguria nel Settecento', Genova 2000, pp. 24, 72, 74, 77, 121, 173, 176, 397, 401, 405, 427 G. Spione, 'Bartolomeo e D. G. in Piemonte', in G. Spione, F. Cappelletti, 'I fratelli Guidobono e Daniel Seiter: l'avvio della grande composizione a Torino fra Seicento e Settecento', Torino 2002, pp. 19-118
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Drawings, watercolours and pastels
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11/29/2017
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