Lot no. 1
Torino 1871 - Roma 1958
Tennis paesaggio- Giocatrice di tennis, 1920 circa
Olio su tavola, cm 35,5 x 48,5
Firmato in basso a sinistra
Autentica su fotografia della Dott.ssa Elena Gigli, n° 857
Provenienza:
Vasco Battistoni, Roma
Sotheby's, Londra, 4 dicembre 1968, lotto 212
Galleria Fonte d'Abisso, Modena
Centro Tornabuoni, Firenze
Esposizioni:
Prima Internazionale d'Arte Contemporanea, Fiera di Milano, Milano, 1985, ill. cat. p. 13
Maestri della Pittura Moderna-opere scelte 1985, Centro Tornabuoni, Firenze, 1985, ill. cat. p. 9
'Tutto si muove, tutto corre, tutto volge rapido. Una figura non è mai stabile davanti a noi, ma appare e scompare incessantemente. Per la persistenza delle immagini sulla retina le cose in movimento si moltiplicano, si deformano, susseguendosi, come vibrazioni, nello spazio che percorrono'.
Partendo da questo assioma futurista del 1910, Balla sviluppa il tema del volo delle rondini per poi inserirlo nel paesaggio. La sua arte parte sempre dall'analisi della realtà: arrivato a Roma nel 1895, Balla si stabilisce nel quartiere dei Parioli di fronte a Villa Borghese. Nascono i capolavori divisionisti con i prati e gli alberi della villa, gli studi futuristi sul movimento della bambina e sulle rondini accanto alla volocità dell'automobile... durante gli anni della Grande Guerra dipinge i temi dell'intevento in Guerra e realizza la particolare scenografia di luci e forme per lo spettacolo Feu d'Artifice per i Balli Russi (Roma 1917). La natura torna ad essere studiata con diversi elementi: la troviamo insieme alle diverse sensazioni nel ciclo delle Forze di Paesaggio nelle diverse atmosfere climatiche delle stagioni come unita al volo della rondine. L'olio Tennis Peesaggio- Giocatrice di Tennis appartiene a quel gruppo di opere degli anni'20 definite dallo stesso Balla 'Arte Idealismo': si parte dalle opere dedicate al salotto della Marchesa Casati (Iniezioni di Futurismo o Fluidità delle forze rigide della Marchesa Casati o Spazzolaridente) dove inietta le forme e i colori del futurismo nello stile dannunziano del salotto per arrivare alle composizioni con lettere e numeri dove l'idea prende il sopravvento sull'arte (E' rotto l'incanto o Numeri innamorati).
Il punto di incontro, la sintesi di questo decennio lo troviamo nella sala degli Amatori e Cultori del 1928 dove Balla espone - insieme a ben 90 opere, la tela Giuoco di Tennis. Al tema della Giocatrice di Tennis, Balla ha dedicato diverse opere realizzate con le tecniche più disparate: si va dalla tavoletta di Casa Balla (n. 476) a quella che era di Vasco Battistoni (qui esaminata) dall'olio conservato in Collezione Privata (cm 35 x 50) alla grande tela esposta - appunto - a Roma nel 1928. In questa Giocatrice di Tennis dipinta su tavola, Balla blocca al centro la giocatrice al momento del lancio della palla verso l'avversario: vestita di giallo, la sagoma di profilo si chiude su se stessa entro il campo segnato dalla rete e circondato dagli alberi dalle verdi chiome, dai tetti rossi e dal cielo azzurro.
Dott.ssa Elena Gigli, Roma
Pictures credits: Contact organization
Drawings, watercolours and pastels
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