Lot no. 1289
(Verona, 1666 - 1740)
Trionfo di Davide
Olio su tela, cm 171X148
L'alta qualità, la stesura e i caratteri espressivi dell'opera, suggeriscono subito l'attribuzione al pittore veronese Antonio Balestra, che apprese i rudimenti dell'arte con Antonio Bellucci, tuttavia, fu il viaggio a Roma nel 1690 a modellarne lo stile. Nella Città Eterna il giovane frequentò l'atelier del celebre Carlo Maratti con Benedetto Luti e Tommaso Redi, sì che andavano tutti tre incessantemente a dissegnare e studiare da Rafaele, Caraci e dalle Statue antiche (L. Pascoli). Questa esperienza indirizzò l'artista a un misurato classicismo, che in seguito modulò sugli esempi bolognesi di Marcantonio Franceschini, creando opere dal colorismo terso, diafano e caldo. La tela in esame bene esprime questa peculiare attitudine, giocata su un vivo senso narrativo e una peculiare resa melodrammatica, miscelando con sapienza l'esuberanza formale del Seicento romano e la tradizione pittorica veneziana. Questi indizi, conducono a una datazione alla maturità, agli anni in cui il Balestra sta per conseguire un successo europeo e realizza le sue migliori creazioni, quindi al terzo decennio.
Bibliografia di riferimento:
L. Ghio, Antonio Balestra, in Pittori Bergamaschi, Il Settecento, V, 1989, pp. 79; 109
U. Ruggeri, Nuove opere documentate di Antonio Balestra, in Pittura veneziana dal Quattrocento al Settecento: studi di storia dell'arte in onore di Egidio Martini, a cura di G. M. Pilo, Venezia 1999, ad vocem
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